È successo

È il senso di appartenenza che ti porta a avvertire un sapore differente per ogni gesto;

È il sentimento che riconduce ogni passione ad un’azione nobile;

È il cuore che rilascia il nullaòsta agli impulsi, ai desideri, alle fantasie, alle smanie… senza riserve per i ripensamenti;

È l’animo che crea una dimensione per viversi, un limbo nel quale accogliere ogni possibile emozione senza rimorsi;

Tante emozioni tutte insieme e tanti pensieri che ci travolgono e a fatica riusciamo a mettere ordine i concetti e le sensazioni.

Siamo qui, con le nostre due vite, sulle quali spostando gli addendi i risultati non cambiano mai.

Due vite differenti, ma per entrambi sospese.

Eppure non lo avevamo mai pensato prima dell’istante che inaspettatamente è accaduto.

La sensazione di appartenere ad un quotidiano ci porta ad entrambi all’interno di una vita del tutto serena trascinata dalla grande futilità del senso moderno.

Abbiamo tutto quello che forse non avevamo mai necessità di desiderare in un’altra era.

Sono un uomo realizzato, un dirigente a poco più di 45 anni, ho una casa, bella, grande, ho una famiglia, sto bene con la salute, faccio una vita mondana… anche troppo mondana come tu ironizzi e sorridi con affetto…

Sei una donna realizzata, anche tu all’interno di un contesto favorevole, una bella famiglia, un lavoro appagante e a contatto con il senso umano, un uomo realizzato accanto a te, nel contesto di in un meraviglioso paradiso naturale, sei così bella…

Ci deriderebbero in molti; altri ci criticherebbero perché tutto sommato è vero che le scontentezze della vita sono ben altre che le nostre. Vite desiderate e invidiate da molti.

Allora penso che non è questione di condizione, allora penso solo che doveva succedere e basta.

Voglio pensare che non esiste una causa, un pretesto… un movente per scagionare la nostra innocenza.

È successo e non mi fermo.

Non ho bisogno di sentirmi nel giusto, non ho necessità di pensare di essere responsabile, non sono puro, non sono onesto… non mi interessa cosa sono… non sono è basta… non mi interessa….

Ora voglio solo pensare che sono con te, che sono per te…

Emotività

Io sento di fare l’amore con te anche quando parliamo del tempo che fa, quando parliamo della musica, quando parliamo di una vacanza, quando parliamo del tuo cane o quando stiamo in silenzio e non parliamo e non diciamo più nulla.

Quando il tempo suona di un respiro, suona di parole non dette e suona di parole fraintese.

Allora è proprio lì che sento di essere in te, quando ci allontaniamo e poi ci riprendiamo, quando per un istante rischiamo di perderci, ma poi prendiamo freneticamente a ricercarci.

Allora è proprio lì che avverto di averti con me, quando sento quella tua paura che sa solo di una grande emozione, poiché non esiste legame che non abbia un sottile senso di timore, timore di sbagliare, timore di perdersi, timore che tutto sia accaduto…

…timore di chiedersi come possa essere successo tutto questo…

…timore che si chiede se è giusto, se sia sbagliato… un timore che secondo me si fa troppe domande sempre.

Un timore che può essere preceduto solo dalla fiducia, quella che deve nascere, che deve accrescere attraverso il tempo e la conoscenza l’uno dell’altra.

Quando ci fideremo di noi, non ci sarà suono che ci disturberà, non esisterà più equivoco, ci sarà solo comprensione e devozione l’uno per l’altro.

E se ancora è presto per fidarci… allora affidiamoci a questo volerci bene… perché è solo – di farci del bene – che stiamo parlando.

Te lo sussurro ancora una volta: Ti voglio bene… e ti voglio….

 

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Per te solo

Eluderei i desideri, riaffiorando nostalgie, riempendomi di rimpianti.

Rinuncerei ai giochi proibiti, agli abusi che forse ho palesato senza troppo pensarci.
Farei a meno degli intenti, quelli più perversi, che ho inventato per te, per farti stare bene… per realizzare i tuoi sogni.
Scriverei meno racconti erotici e più lettere d’amore.
Farei il reso per un regalo promesso; volevo farti sentire come potevo starti indosso.

Annullerei l’invito in un luogo segreto, che era così nascosto da essere ancora inconfessato.

Ma non rinuncerei mai ai tuoi occhi, mai al tuo abbraccio…
…mai ai tuoi sentimenti, mai al tuo animo.

Non rinuncerei alla tua voce, al tuo suono, al tuo silenzio e ai tuoi pensieri per me.
Non rinuncerei mai a te.

Incipit

Ogni volta che scrivi un incipit, mi metto a leggerlo e rileggerlo con attenzione per ricercare qualche assonanza di noi, dei nostri dialoghi, delle nostre fantasie.

Certe volte mi accorgo di alcuni dettagli che possono sembrare i nostri, ma forse in realtà è solo una strana fatalità…

Altre volte leggo qualcosa del tuo passato e penso che poteva appartenerci, ma forse è solo una mia invidia per qualcosa che non ho vissuto…

Poi ci sono le parole scritte forse con leggerezza, sulle quali tu dici di non dare peso, ma sulle quali qualcuno un peso ce lo mette…  …ed io finisco stupidamente per ingelosirmi….

Ci sono quelle parole piene di desiderio, che anche se non lo sono, io le faccio mie, le rendo nostre, avidamente…

…perché mi piace pensare di poter essere all’interno di ogni tuo desiderio.

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